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. Comune di Bagnolo Piemonte

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ESCURSIONI A PIEDI – TREKKING E ALPINISMO


Si propongono 5 itinerari abbastanza diversi tra loro.

SI PREMETTE CHE PER UTILIZZARE AL MEGLIO QUESTI PERCORSI E’ CONSIGLIABILE DOTARSI DI ADEGUATA CARTOGRAFIA (ad esempio le carte in scala 1/50.000 dell’I.G.C. di Torino) ONDE POTER INDIVIDUARE CON PRECISIONE LE LOCALITA’ DESCRITTE. I SENTIERI, INFATTI, SONO SEGNALATI SOLO A TRATTI (per esempio V 11, V 8, ecc. ecc.)

CLICCANDO SULL’ IMMAGINE CHE ACCOMPAGNA OGNI ITINERARIO POTRETE INGRANDIRE E STAMPARE LA RELATIVA CARTINA

1° SALITA AL MONTE FRIOLAND VIA COL BERNARDO

mappa1mCome punto di partenza si può utilizzare o il piazzale della Località RUCAS (1550 m.), oppure la zona delle antenne televisive dell’ORTIEUL (circa alla stessa quota). Sia in un caso che nell’altro si sale verso sud/ovest lungo la cresta che porta alla COSTA CIAPE’ seguendo gli impianti sciistici di risalita. All’altezza dell’ALPE MANNA (1704 m.) si lascia la cresta e si segue il lungo sentiero in direzione sud/ovest salendo al COLLE BERNARDO (2245 m.). Dal colle si piega verso nord (V 8) su un magnifico pianoro e si arriva velocemente in prossimità di RUMELLETTA (2368 m.), sullo spartiacque Valle Po/Val Luserna. Seguendo quindi sempre questa cresta spartiacque verso nord/ovest e passando per il COLLE DEL VALLONE (2247 m.), il MONTE BRICCAS o TRUCCHET (2406 m.), e il COLLE DELLE PORTE (2264 m.) si arriva all’erta finale del MONTE FRIOLAND (2720 m.), lungo il V 11.

TEMPO DI PERCORRENZA: tra le 4 e le 5 ore (oltre al ritorno per il medesimo percorso).

Itinerario non difficile ma molto lungo; comunque anche chi riuscisse ad arrivare solamente a COLLE BERNARDO o RUMELLETTA potrà godere di un magnifico panorama sulla pianura compresa tra Saluzzo e Pinerolo e sul magnifico MONVISO.

2° SALITA A PUNTA OSTANETTA LUNGO LA CRESTA NORD/EST

mappa2m

Si ricalca esattamente l’itinerario n. 1° fino all’ALPE MANNA (1704 m.), e da lì si prosegue l’ascesa in direzione sud/ovest lungo la cresta (V 23). Si passa quindi per LA MEIDJA (2159 m.) e si affronta quindi la salita finale sempre in cresta arrivando a PUNTA RUMELLA (2322 m.) e poi a PUNTA OSTANETTA (2375 m.). Considerato che l’ultimo tratto è su cresta rocciosa abbastanza esposta, si consiglia di scendere percorrendo in senso inverso l’itinerario n. 1°, cioè passando per RUMELLETTA (2368 m.), COLLE BERNARDO (2245 m.) e chiudendo il cerchio all’ALPE MANNA.

TEMPO DI PERCORRENZA: almeno 2 ore (oltre al ritorno).

Anche da PUNTA OSTANETTA si gode di un magnifico panorama sulla pianura e sulle altre montagne circostanti. Si consiglia questo itinerario a chi ha abbia un minimo di dimestichezza con le ascese su rocce e a chi con non soffra di vertigini; infatti questo è l’unico itinerario “alpinistico/soft” tra quelli descritti .

3° SALITA AL MONTE FRIOLAND VIA MONTE CAVALLO

mappa3m
Come punto di partenza si può utilizzare la località PIAN FROLLERO (1423 m.), raggiungibile anche in auto (meglio se fuoristrada) sia da RUCAS che da RORA’ (TO). Lasciato PIAN FROLLERO si inizia a salire in direzione nord/ovest verso il MONTE CAVALLO: non esistendo un vero e proprio sentiero si sale lungo i pascoli cercando di arrivare alla cresta spartiacque soprastante. Si può quindi transitare o per LA PALA’ (1623 m.) oppure nella zona di FONTANE FREDDE, l’essenziale è arrivare sulla cresta in prossimità del MONTE CAVALLO (2153 m.). Da lì si seguirà lo spartiacque con la VAL PELLICE (Comba dei Carbonieri) in direzione sud/ovest e transitando per CASSA BIANCA (2214 m.), LA SCEGLIA (2180 m.) e la CIMA MACIARONE (2419 m.) si arriverà alla salita finale al MONTE FRIOLAND (2720 m.) attraverso il versante nord.

TEMPO DI PERCORRENZA: circa 4 ore (oltre al ritorno per il medesimo percorso).

Si tratta di un percorso alternativo per la salita al MONTE FRIOLAND, interessante ma per nulla segnalato, adatto quindi a escursionisti in grado di orientarsi con pochi riferimenti. Esiste una interessante variante alla salita nel tratto PIAN FROLLERO – LA SCEGLIA: si sale a zigzag per i sentieri dei pastori in direzione ovest e si transita quindi per gli alpeggi SAPE’(1527 m.), MARMEND (1720 m.) e UIA ( 2013 m.) arrivando quindi al colletto di LA SCEGLIA (2180 m.).

Anche questa variante è ovviamente consigliata solo ad escursionisti esperti.

4° DISCESA ALLA CASCATA “SPISSAI” DA PIAN FROLLERO

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Come per l’itinerario n. 3° il punto di partenza è la località PIAN FROLLERO (1423 m.). In questo caso però si scende, infatti la CASCATA “SPISSAI” o CASCATA DI PIAN FROLLERO è situata a circa mezz’ora di cammino in discesa a circa 1300 m. di quota. Questa cascata, alta solo una trentina di metri, è comunque molto spettacolare perché mantiene una notevole portata di acqua in tutte le stagioni ed è visibile persino da RUCAS, a diversi chilometri di distanza.

Dalle Meire di PIAN FROLLERO, site lungo il RIO omonimo (il torrente principale del luogo che più a valle darà origine alla cascata), si sale verso nord per poche decine di metri arrivando immediatamente su una piccola cresta erbosa che ci separa da un altro Rio secondario. Non dovremo far altro che cominciare a scendere verso il bosco, mantenendoci sulla cresta che separa i due Rii, lungo un sentiero che mano a mano diventerà più evidente. Si passerà quindi per un ripido bosco di faggi e avvistate delle Meire sulla ns. destra (località LE PICHERE 1300 m.) avremmo raggiunto la parte superiore della Cascata, visibile magnificamente dal cortile delle Meire. Chi volesse scendere alla base della Cascata dovrà ritornare sul sentiero, scendere sino alle Meire sottostanti, da dove piegando di nuovo verso destra si arriverà sotto la Cascata , a quota circa 1250 m..

TEMPO DI PERCORRENZA: circa mezz’ora per la discesa (qualcosa in più per il ritorno).

Questo è un itinerario breve senza particolari difficoltà ma con poche segnalazioni (anche se in cartografia è segnato come sentiero 104). Per finire un consiglio: non sporgersi eccessivamente sulla parte alta della cascata perché ovviamente non ci sono protezioni.
Come curiosità si segnala infine che questo lembo di terreno compreso tra i due Rii citati viene curiosamente chiamato (nelle vecchie cartografie) come ISOLA DI BATETTA; questa escursione ci permette quindi di raggiungere l’unica isola di Bagnolo non a nuoto ma ….. a piedi !!!

5° SALITA AL SANTUARIO DI MADONNA DELLA NEVE DAL CAPOLUOGO

mappa5mQuesto itinerario è in effetti un poco anomalo, infatti il Santuario si può comodamente raggiungere con una strada asfaltata; è stato inserito in quanto, in tempi non lontani, questo era il sentiero che i Bagnolesi utilizzavano tradizionalmente per salire a MADONNA DELLA NEVE durante le feste del Santuario, cioè’ il 1° mercoledì di Agosto per tutti i Bagnolesi (la principale Festa del Santuario), il 1° maggio per i Villarettesi (Festa di S.BERNARDO) e ad inizio Settembre per i Villaresi (Festa di S. GRATO).

La partenza dell’itinerario classico è prevista comunque da Bagnolo centro (367 m.). Si parte seguendo VIA MATTEOTTI fino all’incrocio con VIA CROSA, si prosegue iniziando a salire lungo Via CROSA stessa lasciandosi quindi alla destra il PILONE FREIRIA (438 m.). Si continua a salire in VIA CROSA anche quando diventa sterrata, fino ad incontrare VIA MADDALENA (nuovamente asfaltata). Si continua per VIA MADDALENA fino a fine asfalto; da qui inizia la parte più “avventurosa” della n.s. escursione: in teoria basterebbe seguire il tracciato della vecchia via CROSA che si snoda lungo la cresta/spartiacque che divide VILLAR e VILLARETTO, ma in certi tratti è invaso da rovi, rami e sterpaglie. Basterà comunque continuare a salire con qualche zigzag, senza perdere di vista la cresta e la vecchia “Crosa”. Si incroceranno quindi un paio di stradine boschive e continuando si incontrerà una strada sterrata (un tratto di Via Resiassa, proveniente dal versante sud sopra il Villar) che seguiremo per un piccolo tratto, fino a un cambio di direzione. Da lì riprenderemo nuovamente la “Crosa” salendo sempre in cresta fino a sbucare in VIA BERGERA (strada sterrata che sale al Santuario dal Villaretto) ormai in vista del Santuario. Seguendo l’ultimo tratto di Via Madonna della Neve (la strada principale ed asfaltata che arriva al Santuario stesso) arriveremo finalmente alla meta del ns. “pellegrinaggio”.

TEMPO DI PERCORRENZA: circa un’ora e mezza ( un’oretta per il ritorno).

Questo è un itinerario breve, senza particolari difficoltà e che si snoda sulle ns. colline ricoperte da fitti boschi di castagni. Non è molto segnalato, ma essendo a quote relativamente basse (il Santuario è a 971 m.) si può trovare abbastanza facilmente qualcuno, lungo il percorso, per ottenere eventuali indicazioni.

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Le informazioni sono redatte con la collaborazione di Mauro Manavella

 

BAGNOLO E LA GEOGRAFIA

bagnolo

Il Comune di Bagnolo Piemonte si trova nel settore pedemontano delle Alpi Cozie settentrionali e presenta uno sviluppo allungato in direzione Est-Ovest, corrispondente al bacino idrografico del corso d’acqua principale, il torrente Grana.

Il territorio comunale ricade in misura minore nell’area di pertinenza dei più piccoli bacini del Rio Secco e del torrente Rio Marrone, scorrenti al confine settentrionale.

Territorio dalla complessa morfologia, Bagnolo ospita una grande varietà di ambienti ed ecosistemi.

In particolar modo si distinguono alcune fasce altimetriche, corrispondenti ad orizzonti naturalistici ben definiti. Essenzialmente si notano un settore montano molto esteso, che raggiunge le sue quote maggiori con il Monte Frioland (2720 m s.l.m.) e la Punta Ostanetta (2375 m s.l.m.), un'ampia area di pianura, circa un terzo del territorio comunale, con un'altezza media all'incirca pari a 350-400 m s.l.m. ed una zona collinare di raccordo tra i versanti e la pianura. 

Il settore di pianura si presenta esteso in special modo verso il limitrofo comune di Cavour, mentre rilievi collinari caratterizzano il confine con i vicini comuni di Barge e Bibiana.

La pianura

La pianura bagnolese, anche se densamente abitata e coltivata, con numerose attività artigianali legate alla lavorazione della pietra, presenta ancora aspetti di notevole interesse naturalistico ed ambientale.

Il picchio verde Infatti, a fianco di abitazioni, colture, frutteti sono presenti piccoli gruppi di vecchie querce, aree incolte popolate da infestanti e boschi ripariali con salici e ontani a lato di canali e piccoli corsi.

Inoltre l'agricoltura non ha raggiunto qui l'elevato livello di utilizzo di pesticidi, concimi chimici e insetticidi riscontrabile molto spesso in altre aree della pianura piemontese, ma è rimasta in parte maggiormente legata a ritmi e metodi tradizionali.L'usignolo

 

 

 

La collina

Il settore collinare ospita alcune borgate e frazioni con un numero relativamente elevato di abitanti (San Maurizio, Villar, La Serra, Le Minette, Olmetto).

Le abitazioni, di solito raggruppate in nuclei, si alternano con prati, piccoli frutteti, boschi di castagno ed aree incolte, consentendo la vita di numerosi animali.

Risalendo verso monte, troviamo, nella fascia dai 650 ai 950 circa m s.l.m. un'area estremamente interessante dal punto di vista naturalistico: tale area comprende il versante orografico sinistro del torrente Infernotto e parte della testata del torrente Grana e di altri bacini minori.

Questa zona, un tempo densamente popolata nonostante la quota, al momento attuale è praticamente disabitata, ed è caratterizzata dell'alternarsi di pascoli e prati-pascoli spesso invasi e quasi cancellati da infestanti con boschi a latifoglie mesofile.

Sono caratteristici di quest'area il castagno, le querce, gli aceri e gli ontani. Nel sottobosco sono comuni il mirtillo, il brugo e numerose specie di funghi, eduli e non.
Tra gli uccelli si riscontra nella porzione inferiore di quest’area il persistere di specie comuni in pianura, mentre salendo di quota compaiono entità maggiormente legate ad ambienti montani, come il picchio muraiolo, lo scricciolo, il luì piccolo ed altre.
Tra i mammiferi più significativi segnaliamo il ghiro, la volpe, la lepre, il tasso, il cinghiale ed il capriolo.
Alcuni settori di questa fascia sono stati colpiti negli anni passati da incendi che hanno recato gravi danni agli ecosistemi presenti.

La montagna

Nella porzione tra i 1.000 ed i 1.200 m s.l.m. circa, al variare della quota e dell'esposizione prendono il sopravvento i boschi sciafili, amanti dell'umidità (in questa zona sono molto frequenti le nebbie mattutine, specialmente nei mesi estivi).

Abbondanti sono quindi il faggio, la betulla, gli ontani e il frassino.
Nei versanti più solatii accanto a prati-pascoli, in realtà sempre meno utilizzati, troviamo estese lande a rododendro e brugo.

La cinciallegraAlcune aree sono occupate da estese peccete alternate a radure boschive digradanti in pascoli verso l'alto, che ospitano un'entomofauna estremamente interessante per varietà e ricchezza, e che a livello di avifauna sono caratterizzate dalla presenza del gallo forcello.

Questo settore è soggetto nel periodo invernale a precipitazioni nevose molto abbondanti, le quali per ragioni di quota ed esposizione, permangono in molte zone sul terreno per un lungo periodo.

Salendo ancora di quota, troviamo una vasta area montana, costituita dai promontori montuosi che fungono da spartiacque tra i bacini dei corsi d'acqua principali (Infernotto, Grana, Traversero) e dai pendii delle cime principali, Punta Ostanetta e Monte Frioland.La cornacchia

Nella porzione più elevata, oltre i 1.300 m s.l.m., ci troviamo ormai per caratteristiche legate all'esposizione, al regime delle precipitazioni ed alla quota, al di sopra del confine della vegetazione arborea.
Sono presenti vasti pianori con pascoli montani, interrotti qua e là da larici e da grossi massi di gneiss.

Salendo ancora di quota, i larici scompaiono ed i pascoli lasciano il posto a quella che alcuni autori chiamano tundra alpina: un pendio sassoso e molto inclinato, con scarsa vegetazione, caratterizzato da ampie escursioni termiche, sia giornaliere sia annuali, e spesso spazzato da forti venti.
In questo ambiente, il popolamento faunistico si riduce ad alcune specie estremamente adattate: ricordiamo la pernice bianca, la marmotta, la lepre variabile ed il camoscio.

 

Ecosistemi acquatici

Nel territorio comunale esistono infine alcuni ecosistemi acquatici di notevole pregio; infatti, per l'elevata qualità delle acque, i torrenti di maggiore dimensione del reticolo idrografico ospitano popolamenti estremamente interessanti per ricchezza e varietà: fra gli insetti numerose sono le specie di Odonati, Tricotteri, Plecotteri ed Efemerotteri.

Attratto da questa abbondanza, il merlo acquaiolo saltella tra le rocce e si tuffa in caccia, mentre il gambero di fiume resiste ancora in alcune località.

Il vairone ed il cavedano popolano le acque di pianura, mentre la trota fario si spinge sino a quote elevate nei torrenti Taiot, Grana, Traversero ed in alcuni piccoli immissari del torrente Luserna.
Arricchiscono il patrimonio di biodiversità alcuni ambienti umidi artificiali, derivati dal riempimento di aree di cava abbandonate o costruiti per uso irriguo.

La gazzaQuesti laghetti sono spesso circondati da una ricca vegetazione ripariale, con salici, robinie e ontani, che sfumano verso l'acqua in canneti ed in popolamenti di piante galleggianti, come la lenticchia d'acqua. L’entomofauna è ricca e varia, con interessanti popolazioni di coleotteri idroadefagi ed emitteri acquatici.

L'ittiofauna è rappresentata da scardole, tinche, persici sole, pesci gatto mentre negli ultimi anni è stata segnalata la presenza del luccio. Molte specie animali, come il germano reale, l'airone cinerino ed il martin pescatore hanno colonizzato negli ultimi anni questi bacini, contribuendo ad arricchire il patrimonio faunistico del territorio.

Come si può vedere, il nostro comune riserva ancora notevoli spunti di interesse per l'osservatore e l'amante della natura.

Uno degli spettacoli di maggior suggestione è apprezzabile nelle calde serate estive direttamente dalla centrale Piazza San Pietro, quando decine di grandi rondoni alpini si inseguono sfrecciando rasenti i tetti delle case e riempiendo il tramonto con il loro coro di stridi e trilli. La ghiandaia

Le eleganti acrobazie, l'impressionante velocità, gli acuti fischi dei "pivi" sono un elemento caratteristico di Bagnolo, cosicchè siamo in molti, ogni anno, ad aspettare il ritorno di questi amici alati.

IL PARAPENDIO

 

parapendio

La località Rucas è stata scelta, da alcuni anni, come base di partenza (per la nostra zona) per il volo in parapendio.

Il parapendio è il mezzo per volare più semplice, pratico ed economico che esista: 10 Kg. di attrezzatura riposti in uno zaino facilmente trasportabili. La sua nascita risale a poco più di dieci anni fa, grazie alla fantasia e volontà di un gruppo di paracadutisti decisi a svincolarsi dall’aereo e da tutte le sue complicazioni.

In pochi anni l’evoluzione è stata incredibile e stimolata da un numero sempre crescente di praticanti; essa si è mossa sia nel campo dei materiali e dalla progettazione, sia nel campo delle conoscenze tecniche, aerodinamiche e aerologiche. Con la didattica cresce continuamente anche il livello medio dei piloti.

Ad un primo periodo, nel quale si cercava il record di permanenza in aria, culminato nel 1988 con la performance di un francese che con 11 ore e 23 minuti stabiliva l’ultimo primato, oggi si cerca di percorrere la maggior distanza possibile.

Attualmente il volo più lungo (337 Km), è stato realizzato da un pilota Sloveno, il 25 dicembre 1995. A parte questi record che testimoniano solo la possibilità del mezzo, il parapendio è soprattutto una passione che contagia chi gli si avvicina. È difficile descrivere le emozioni, ma provate ad immaginare di vivere in montagna di osservare la natura da una prospettiva completamente diversa, in un ambiente, il cielo, a noi completamente nuovo: le sensazioni sono molteplici tanto che oggi il parapendio è la disciplina areonautica più praticata nel mondo (oltre 100.000 persone).

 


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IL MOUNTAIN BIKE
 
 

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 Vi presentiamo tre dei sette percorsi per Mountain Bike segnalati sul territorio di Bagnolo Piemonte. Immersi nella natura, circondati da fantastici scenari montani, potrete affrontare diversi itinerari facendo un buon esercizio fisico.

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Itinerario: MONTOSO - PIAN FROLLE' - Km 12,5

Si parte dall’incrocio di Via Cave con la strada che da Montoso scende per Bibiana.

Km. 0: Via del Pret (toponimo legato alle omonime "cave del Pret"), strada costruita per il trasporto a valle delle lastre di gneiss lamellare estratte dalle cave.

Km. 2: Dopo aver percorso due Km. da Montoso si attraversa il primo bacino estrattivo "Cava Crivela bassa", il percorso inizia a salire.

Km. 4,5: "Loc. Sea" sulla destra troviamo un bivio che scende verso Luserna S. Giovanni attraversando vari bacini estrattivi; il nostro percorso continua sulla sinistra verso l'Alpe Creus.

Km. 7,5: "Cave del Pret" il percorso scende con diversi tornanti.

Km. 9,5: "Loc. Ressia", siamo ormai giunti quasi al termine del percorso.

Km. 10,5: Dopo una leggera salita si arriva al "Pian d’le Rue" dove troviamo un agglomerato di meire per l’alpeggio estivo. 

Km. 12,5: "Pian Frollé", siamo alle pendici del Monte Frioland.


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SCI DA DISCESA


Proseguendo oltre Montoso, a 15 Km. da Bagnolo Piemonte, sulla dorsale tra la Valle Infernotto e la Val Luserna, a quota 1530 m. s.l.m., si trova la stazione sciistica di Rucas, luogo ideale per gli amanti degli sport sulla neve.

RucaSki porge particolare attenzione ai più piccoli, che possono imparare a sciare e divertirsi grazie al "BABY PARK", composto da tappeto trasportatore, pista Baby ed attrazioni quali: Castello Gonfiabile, pista Bob e giochi sulla neve.

RucaSki offre inoltre, a tutti gli appassionati di sci e snowboard, 5 km di piste da discesa servite da tre impianti di risalita con una portata di oltre 2500 persone/ora.

La particolare posizione concede agli sportivi stupende vedute, sia sulle cime Ostanetta e Frioland, sia sulla Pianura Padana.

 

IMPIANTI SCIISTICI DI RUCAS - Bagnolo Piemonte

(mt. s.l.m. 1.530)

Info: tel. 340 0831343

     

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RISTORANTI

LA BERGERA

Via Bergera, n°11

Frazione Olmetto

12031 - BAGNOLO PIEMONTE

Telefono 0175/391355

Chiusura Settimanale: Mercoledì - Piatto Tipico: Fritto misto alla Piemontese - Gradita prenotazione

RISTORANTE - HOTEL

CHAMOIS D'OR

Piazza Martiri della Libertà, n°2

Località Montoso

12031 - BAGNOLO PIEMONTE

Telefono: 0175/340140

 

RISTORANTE E PIZZERIA

IL PROVENZALE

Via Cave, n°305

Frazione Villar

12031 - BAGNOLO PIEMONTE

Telefono: 0175/391510

Chiusura Settimanale: Lunedì e Martedì - Piatto Tipico: Antipasti a Buffet - gnocchi mille gusti - prosciutto al madera - dolci fatti in casa

 

IL PORTICO

Via Puccini, n°2

12031 - BAGNOLO PIEMONTE

Telefono: 0175/391195

Piatto Tipico: Fritto misto alla Piemontese

 

IL RODODENDRO

Piazza Martiri Libertà, n°1

Località Montoso

12031 - BAGNOLO PIEMONTE

Telefono: 0175/340093

Chiusura settimanale: Mercoledì e Giovedì pomeriggio - Piatto Tipico: Cucina casalinga - Maialino al forno

 

LOCANDA LA SIIA

Via Cacherano

12031 - BAGNOLO PIEMONTE

Telefono: 0175/348164

 

RIFUGIO PRA' 'D MILL

Via Balma Oro, n°6

(nelle vicinanze del Monastero Dominus Tecum loc. Prà 'd Mill)

12031 - BAGNOLO PIEMONTE

Telefono: 0175/392140

Posti letto: 12 (4 camere con servizi - possibilità di pernottamento modalità Rifugio) - Specialità: Polenta tradizionale, pasta al torchio; secondi a base di faraona, agnello, anatra e coniglio - Chiusura settimanale: martedì - aperto tutto l'anno.

ESCURSIONI A PIEDI – TREKKING E ALPINISMO

Si propongono 5 itinerari abbastanza diversi tra loro.

SI PREMETTE CHE PER UTILIZZARE AL MEGLIO QUESTI PERCORSI E' CONSIGLIABILE DOTARSI DI ADEGUATA CARTOGRAFIA (ad esempio le carte in scala 1/50.000 dell'I.G.C. di Torino) ONDE POTER INDIVIDUARE CON PRECISIONE LE LOCALITA' DESCRITTE. I SENTIERI, INFATTI, SONO SEGNALATI SOLO A TRATTI (per esempio V 11, V 8, ecc. ecc.)

1° SALITA AL MONTE FRIOLAND VIA COL BERNARDO

mappa1m Come punto di partenza si può utilizzare o il piazzale della Località RUCAS (1550 m.), oppure la zona delle antenne televisive dell’ORTIEUL (circa alla stessa quota). Sia in un caso che nell’altro si sale verso sud/ovest lungo la cresta che porta alla COSTA CIAPE’ seguendo gli impianti sciistici di risalita. All’altezza dell’ALPE MANNA (1704 m.) si lascia la cresta e si segue il lungo sentiero in direzione sud/ovest salendo al COLLE BERNARDO (2245 m.). Dal colle si piega verso nord (V 8) su un magnifico pianoro e si arriva velocemente in prossimità di RUMELLETTA (2368 m.), sullo spartiacque Valle Po/Val Luserna. Seguendo quindi sempre questa cresta spartiacque verso nord/ovest e passando per il COLLE DEL VALLONE (2247 m.), il MONTE BRICCAS o TRUCCHET (2406 m.), e il COLLE DELLE PORTE (2264 m.) si arriva all’erta finale del MONTE FRIOLAND (2720 m.), lungo il V 11.

TEMPO DI PERCORRENZA: tra le 4 e le 5 ore (oltre al ritorno per il medesimo percorso).

Itinerario non difficile ma molto lungo; comunque anche chi riuscisse ad arrivare solamente a COLLE BERNARDO o RUMELLETTA potrà godere di un magnifico panorama sulla pianura compresa tra Saluzzo e Pinerolo e sul magnifico MONVISO.

 

2° SALITA A PUNTA OSTANETTA LUNGO LA CRESTA NORD/EST

mappa2m Si ricalca esattamente l’itinerario n. 1° fino all’ALPE MANNA (1704 m.), e da lì si prosegue l’ascesa in direzione sud/ovest lungo la cresta (V 23). Si passa quindi per LA MEIDJA (2159 m.) e si affronta quindi la salita finale sempre in cresta arrivando a PUNTA RUMELLA (2322 m.) e poi a PUNTA OSTANETTA (2375 m.). Considerato che l’ultimo tratto è su cresta rocciosa abbastanza esposta, si consiglia di scendere percorrendo in senso inverso l’itinerario n. 1°, cioè passando per RUMELLETTA (2368 m.), COLLE BERNARDO (2245 m.) e chiudendo il cerchio all’ALPE MANNA.

TEMPO DI PERCORRENZA: almeno 2 ore (oltre al ritorno).

Anche da PUNTA OSTANETTA si gode di un magnifico panorama sulla pianura e sulle altre montagne circostanti. Si consiglia questo itinerario a chi ha abbia un minimo di dimestichezza con le ascese su rocce e a chi con non soffra di vertigini; infatti questo è l’unico itinerario “alpinistico/soft” tra quelli descritti.


3° SALITA AL MONTE FRIOLAND VIA MONTE CAVALLO

mappa3m 

Come punto di partenza si può utilizzare la località PIAN FROLLERO (1423 m.), raggiungibile anche in auto (meglio se fuoristrada) sia da RUCAS che da RORA’ (TO). Lasciato PIAN FROLLERO si inizia a salire in direzione nord/ovest verso il MONTE CAVALLO: non esistendo un vero e proprio sentiero si sale lungo i pascoli cercando di arrivare alla cresta spartiacque soprastante. Si può quindi transitare o per LA PALA’ (1623 m.) oppure nella zona di FONTANE FREDDE, l’essenziale è arrivare sulla cresta in prossimità del MONTE CAVALLO (2153 m.). Da lì si seguirà lo spartiacque con la VAL PELLICE (Comba dei Carbonieri) in direzione sud/ovest e transitando per CASSA BIANCA (2214 m.), LA SCEGLIA (2180 m.) e la CIMA MACIARONE (2419 m.) si arriverà alla salita finale al MONTE FRIOLAND (2720 m.) attraverso il versante nord.

TEMPO DI PERCORRENZA: circa 4 ore (oltre al ritorno per il medesimo percorso)

Si tratta di un percorso alternativo per la salita al MONTE FRIOLAND, interessante ma per nulla segnalato, adatto quindi a escursionisti in grado di orientarsi con pochi riferimenti. Esiste una interessante variante alla salita nel tratto PIAN FROLLERO – LA SCEGLIA: si sale a zigzag per i sentieri dei pastori in direzione ovest e si transita quindi per gli alpeggi SAPE’(1527 m.), MARMEND (1720 m.) e UIA ( 2013 m.) arrivando quindi al colletto di LA SCEGLIA (2180 m.).

Anche questa variante è ovviamente consigliata solo ad escursionisti esperti.


4° DISCESA ALLA CASCATA “SPISSAI” DA PIAN FROLLERO

Come per l’itinerario n. 3° il punto di partenza è la località PIAN FROLLERO (1423 m.). In questo caso però si scende, infatti la CASCATA “SPISSAI” o CASCATA DI PIAN FROLLERO è situata a circa mezz’ora di cammino in discesa a circa 1300 m. di quota. Questa cascata, alta solo una trentina di metri, è comunque molto spettacolare perché mantiene una notevole portata di acqua in tutte le stagioni ed è visibile persino da RUCAS, a diversi chilometri di distanza.

mappa4m Dalle Meire di PIAN FROLLERO, site lungo il RIO omonimo (il torrente principale del luogo che più a valle darà origine alla cascata), si sale verso nord per poche decine di metri arrivando immediatamente su una piccola cresta erbosa che ci separa da un altro Rio secondario. Non dovremo far altro che cominciare a scendere verso il bosco, mantenendoci sulla cresta che separa i due Rii, lungo un sentiero che mano a mano diventerà più evidente. Si passerà quindi per un ripido bosco di faggi e avvistate delle Meire sulla ns. destra (località LE PICHERE 1300 m.) avremmo raggiunto la parte superiore della Cascata, visibile magnificamente dal cortile delle Meire. Chi volesse scendere alla base della Cascata dovrà ritornare sul sentiero, scendere sino alle Meire sottostanti, da dove piegando di nuovo verso destra si arriverà sotto la Cascata , a quota circa 1250 m..

TEMPO DI PERCORRENZA: circa mezz’ora per la discesa (qualcosa in più per il ritorno).

Questo è un itinerario breve senza particolari difficoltà ma con poche segnalazioni (anche se in cartografia è segnato come sentiero 104). Per finire un consiglio: non sporgersi eccessivamente sulla parte alta della cascata perché ovviamente non ci sono protezioni.

Come curiosità si segnala infine che questo lembo di terreno compreso tra i due Rii citati viene curiosamente chiamato (nelle vecchie cartografie) come ISOLA DI BATETTA; questa escursione ci permette quindi di raggiungere l’unica isola di Bagnolo non a nuoto ma ….. a piedi !!!


5° SALITA AL SANTUARIO DI MADONNA DELLA NEVE DAL CAPOLUOGO

Questo itinerario è in effetti un poco anomalo, infatti il Santuario si può comodamente raggiungere con una strada asfaltata; è stato inserito in quanto, in tempi non lontani, questo era il sentiero che i Bagnolesi utilizzavano tradizionalmente per salire a MADONNA DELLA NEVE durante le feste del Santuario, cioè’ il 1° mercoledì di Agosto per tutti i Bagnolesi (la principale Festa del Santuario), il 1° maggio per i Villarettesi (Festa di S. BERNARDO) e ad inizio Settembre per i Villaresi (Festa di S. GRATO).

mappa5m La partenza dell’itinerario classico è prevista comunque da Bagnolo centro (367 m.). Si parte seguendo VIA MATTEOTTI fino all’incrocio con VIA CROSA, si prosegue iniziando a salire lungo Via CROSA stessa lasciandosi quindi alla destra il PILONE FREIRIA (438 m.). Si continua a salire in VIA CROSA anche quando diventa sterrata, fino ad incontrare VIA MADDALENA (nuovamente asfaltata). Si continua per VIA MADDALENA fino a fine asfalto; da qui inizia la parte più “avventurosa” della n.s. escursione: in teoria basterebbe seguire il tracciato della vecchia via CROSA che si snoda lungo la cresta/spartiacque che divide VILLAR e VILLARETTO, ma in certi tratti è invaso da rovi, rami e sterpaglie. Basterà comunque continuare a salire con qualche zigzag, senza perdere di vista la cresta e la vecchia “Crosa”. Si incroceranno quindi un paio di stradine boschive e continuando si incontrerà una strada sterrata (un tratto di Via Resiassa, proveniente dal versante sud sopra il Villar) che seguiremo per un piccolo tratto, fino a un cambio di direzione. Da lì riprenderemo nuovamente la “Crosa” salendo sempre in cresta fino a sbucare in VIA BERGERA (strada sterrata che sale al Santuario dal Villaretto) ormai in vista del Santuario. Seguendo l’ultimo tratto di Via Madonna della Neve (la strada principale ed asfaltata che arriva al Santuario stesso) arriveremo finalmente alla meta del ns. “pellegrinaggio”.

TEMPO DI PERCORRENZA: circa un’ora e mezza ( un’oretta per il ritorno).

Questo è un itinerario breve, senza particolari difficoltà e che si snoda sulle ns. colline ricoperte da fitti boschi di castagni. Non è molto segnalato, ma essendo a quote relativamente basse (il Santuario è a 971 m.) si può trovare abbastanza facilmente qualcuno, lungo il percorso, per ottenere eventuali indicazioni.

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La cucina tipica di Bagnolo

Tra i piatti più diffusi nella cucina tipica locale, molti si rifanno alla cucina tipica piemontese, magari con qualche variante; di seguito ne vengono proposti alcuni.

 

FRITTO MISTO alla PIEMONTESE

frittopiemonte

INGREDIENTI DOLCI: amaretti, pavesini, baci di dama, semolini, frittelle di mele, pesche secche, frittelle di banana.

INGREDIENTI SALATI: milanese, cervella, rane, salsiccia, fegato, grive, pesciolini, zucchine, melanzane, cavolfiori, funghi, carciofi e verdure di stagione.

INGREDIENTI AGGIUNTIVI: marmellata, uova, pane pesto, pastella, farina, marsala all'uovo.

Per i dolci si usa un'impanatura di uova, marsala e pane pesto. Per il salato, farina, uova, pane pesto. Ogni cosa va fatta friggere a parte in olio bollente e deve essere servita ben calda.

 

 

GNOCCHI MILLE GUSTI 

gnocchi di patate

(Ricetta per 10 persone)

GNOCCHI: 1 Kg. patate, 300 gr. farina, 1 uovo,. sale, un pizzico di noce moscata

SALSA: 500 gr. di pelati, 1 cipolla piccola, 1 spicchio d'aglio, 250 gr. panna da cucina, erbe aromatiche (timo, maggiorana, rosmarino, salvia, basilico, prezzemolo, origano fresco e.....chi più ne ha più ne metta!)

PREPARAZIONE: Bollite le patate, pelatele ancora calde, passatele nello schiaccia patate. Fatele raffreddare e impastatele con farina, uovo, sale, e noce moscata. Tagliate la pasta a pezzi, stiratela con le mani infarinate, tipo grissini, poi tagliate gli gnocchi grossi come nocciole.

Preparate la salsa di pomodoro con cipolla e aglio, salate e pepate facendo cuocere per 1/2 ora circa. Passate la salsa con il passaverdura e mettetela in una padella, aggiungete la panna e 2 cucchiai di erbe aromatiche. Cuocete gli gnocchi e saltateli in padella con la salsa.

 

LE "SIULE PIENE"

siulepiene

Nella frazione Villar è da lungo tempo usanza preparare, nel giorno della festa della Madonna del Carmine, patrona della Parrocchia, un tipico ed originale piatto: le "siule piene". Caratteristica tipica è quella di unire il gusto pungente della cipolla con il dolce del ripieno in una amalgama perfetta tanto da essere servita come dolce.

INGREDIENTI: 1 Kg. di cipolle bianche, 300 gr. di amaretto, 30 gr. di grissini, 100 gr. di riso, 1 lt. di latte, 1 cucchiaio di polvere di cacao.

PREPARAZIONE: Lessare le cipolle tagliando precedentemente la parte superiore ed inferiore. A parte sbriciolare gli amaretti e i grissini, aggiungere il latte bollente e il riso cotto, infine aggiungere il cacao e mescolare il tutto. Sfogliare le cipolle, riempirle con l’impasto e disporle in una teglia con sopra ognuna una noce di burro. Fare cuocere in forno a 200 gradi per circa 1 ora.

 

 

 IL BAGNETTO VERDE

bagnetto verde

 

Per una scodella:

INGREDIENTI: 1 spicchio di aglio, mezzo peperone cotto al forno, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, 3 acciughe, 1 scatoletta di tonno, 1 uovo sodo, pane bagnato nell’aceto.

PREPARAZIONE: Tritare tutto, mescolare bene e aggiungere un po' di rubbra, olio e tanto tanto amore.

FUNGHI DI BAGNOLO

BoletusEdulisDiMontoso

Testi e foto di Manavella Mauro

La riproduzione delle foto è rigorosamente vietata

 

I funghi sono certamente un argomento che, perlomeno nelle nostre zone, interessa quasi tutti, se non altro per l’aspetto culinario.

Da noi a Bagnolo Piemonte, la parola funghi significa automaticamente "porcini" o meglio "bulè"; quasi tutti gli altri funghi sono considerati come "pisacan", includendo in essi tutti i non commestibili e i velenosi. Esiste poi una ristretta cerchia di altri funghi commestibili, come le "crave", i "berbesin" e le "garitule", che la popolazione locale consuma, ma con meno interesse rispetto ai "bulè". La Micologia ci insegna che i funghi commestibili sono molti di più, ma nel rispetto delle tradizioni locali, in questa sede si parlerà soprattutto dei "bulè d’ Bagnol", delle loro caratteristiche e del loro utilizzo in cucina.

Bagnolo ha un territorio adatto alla crescita dei funghi, infatti sia la zona collinare che la montana (dai 400 m. delle prime colline fino ad arrivare ai 1500 m. del limite della vegetazione arborea) sono quasi interamente ricoperte da boschi, habitat ideale per i funghi.

PRINCIPALI FUNGHI COMMESTIBILI

Nella fascia collinare, vale a dire nei boschi di castagno con qualche quercia, possiamo trovare più facilmente i porcini delle due specie estive (i porcini si dividono in due specie estive e due autunnali).

aestivalisPorcino estivo , "bulè d’istà", Boletus aestivalis o reticulatus

Tra i due estivi il più comune è il "bulè d’istà" (porcino estivo, Boletus aestivalis o reticulatus per la Micologia) che predilige le "schiarite" e i bordi dei boschi; purtroppo è diventato sempre più raro perché i boschi collinari (e non solo) sono diventati sempre più fitti e sporchi perché non più curati dall’uomo. Questo è il porcino più profumato tra i quattro, soprattutto i primi esemplari che possono crescere già da maggio; è inoltre il più adatto alla frittura o comunque alla cottura immediata. La sua crescita può proseguire fino a settembre inoltrato; gli esemplari che crescono nei periodi più caldi sono purtroppo sovente invasi da larve.

 

aereusPorcino moro estivo, "moru d’istà", Boletus aereus

L’altra specie estiva è l’ormai raro "moru d’istà" (porcino moro estivo, Boletus aereus) che è praticamente scomparso dai nostri boschi; gli ambienti adatti alla sua crescita sono gli stessi dell’altro porcino estivo, con maggior tendenza alla crescita in boschi assolati e sotto quercia. Il "moru estivo" cresce anche nei castagneti da frutto, assieme all’ancor più raro "cucu" o "bulè real" (Amanita caesarea), ma i castagneti da frutto da noi sono praticamente spariti. Il periodo di crescita va da inizio giugno a inizio ottobre. Il "moru" è meno invaso da larve rispetto all’altro estivo, anche perché ha carne molto soda, ma meno saporita ed, infine, è il più adatto all’essiccazione.

Appena più in alto, dove castagni e betulle si confondono con i primi faggi possiamo trovare più facilmente le due specie autunnali.

pinicolaPorcino moro autunnale, "moru d’autogn o moru gelà", Boletus pinicola o pinophilus

Soprattutto nel castagno possiamo trovare il bellissimo "moru d’autogn o moru gelà" (porcino moro autunnale, Boletus pinicola o pinophilus); è forse il meno gustoso tra i quattro, però è sicuramente il più appariscente e il migliore per la conservazione sott’olio, mantenendo, anche dopo la bollitura, un magnifico colore rosso vinato. Nelle nostre faggete è poco presente, anche se in zone vicine, come nel Pinerolese (Talucco, Pra Martino e GranDubbione), in faggeta è piuttosto comune. Può spuntare già a maggio per primo assieme all’estivo, ma il suo periodo migliore va da fine agosto a tutto ottobre. Sui nostri "mercati" di paese è il porcino che spunta il miglior prezzo, grazie principalmente al suo magnifico aspetto; gli esemplari della foto paiono "brinati" grazie a una bellissima pruina bianca che ricopre questi porcini nello stato giovanile, sempre che non venga asportata da agenti atmosferici (pioggia) o da contatti accidentali.

Porcino autunnale, "bulè d’autogn o bianc gelà", Boletus edulis

edulisSalendo ancora, dove il faggio è il dominatore incontrastato, troviamo il "bulè d’autogn o bianc gelà" (porcino autunnale, Boletus edulis) che è sicuramente il più comune dei quattro, il più raccolto e il più conosciuto. Cresce nei faggi ma anche in castagni e betulle, e prima che bruciasse il grosso rimboschimento di abete rosso nella zona dell’Infernotto era comune anche lì. Tutti gli altri tre tipi di porcini sono diventati più rari perché il loro habitat (legato in prevalenza al castagno) si è degradato negli anni a causa dell’abbandono dei boschi; il "bulè d’autogn" è l’unico che riesce ancora a fare delle vere "butaj" (crescite abbondanti) anche se solo in certe annate. Queste crescite avvengono quasi esclusivamente nelle faggete, boschi meno degradati dei castagneti, anche se "accerchiati" dalle cave di gneiss e talvolta ceduati eccessivamente. Il porcino autunnale è, anche, il più versatile in cucina, adatto sia alla conservazione che alla frittura; i giovani esemplari possono essere consumati anche crudi in insalata, l’importante è non esagerare con la quantità in quanto, come tutti i funghi, anche il porcino è poco digeribile da crudo. Il suo periodo di crescita è essenzialmente autunnale, da settembre a tutto ottobre, anche se in certe annate può crescere già da agosto nei faggi e in altre annate (a quote più basse) la sua presenza può protrarsi fino a metà novembre.

Lasciamo per il momento i porcini e occupiamoci di altri due tipi di funghi interessati da notevole raccolta: le "crave" e i "berbesin".

Porcinello rosso, "crava rusa", Leccinum aurantiacum

leccinum

Se ci aggiriamo nei boschi di betulle e pioppi tremuli (arbrun) possiamo incontrare delle "crave ruse o nere" (Porcinello rosso o nero, Leccinum aurantiacum o scabrum), fungo ora molto apprezzato soprattutto viste le annate scarse di porcini; fino a trent’anni fa veniva raccolto solo dai raccoglitori meno esperti mentre i "professionisti" (i "boljur") non lo raccoglievano neppure. La "crava rusa" è comunque la più apprezzata, anche se annerisce decisamente alla cottura; è adatta soprattutto a una cottura in umido, magari mista con porcini o "garitule"; il gambo è decisamente fibroso per cui conviene scartarne la parte basale. In collina, infine, sotto noccioli e normalmente in estate, può capitare di trovare altri porcinelli neri (Leccinum carpini) di qualità più scadente.

 

"Berbesin", Grifola frondosa

grifolaIl "Berbesin" (Grifola frondosa) è un fungo piuttosto curioso, molto apprezzato localmente ma complessivamente poco conosciuto. Cresce alla base di latifoglie (da noi quasi esclusivamente castagni), sviluppandosi da un piccolo "embrione" e crescendo a mano a mano, sia del numero che nella dimensione delle "foglie" di cui è composto, fino ad arrivare talvolta ad esemplari di oltre 10 kg. La sua morte "culinaria" è sicuramente il sott’olio; mantiene dopo la bollitura una notevole consistenza oltre a un buon gusto di nocciola. Capirete che con un solo esemplare di buona dimensione ci si può procurare una buona "provvista" di "Berbesin" sott’olio. Cresce normalmente a fine estate in un'unica "butà" annuale; è soggetto a una intensissima ricerca da parte di alcuni "boljur", mentre è trascurato da altri; i raccoglitori occasionali normalmente non lo conoscono nemmeno.

 

 Garitule, "Cantharellus cibarius"

Garitule-CantharellusCibarius

Cucu o Real, "Amanita caesarea"

CucuOReal AmanitaCesarea M

 

LOCALITA’ CONSIGLIATE PER LA RICERCA DEI FUNGHI

 

A completamento delle descrizioni dei funghi eccovi un’indicazione di massima delle località Bagnolesi in cui è più probabile trovare i funghi descritti; naturalmente, come previsto dalle vigenti leggi, per la raccolta dei funghi bisogna dotarsi del relativo Tesserino, rilasciato dalla Comunità Montana competente ( nel nostro caso la Valle Po, Bronda, Infernotto e Varaita, con sede a Paesana).

Il Porcino estivo si può trovare praticamente su tutto il nostro territorio boscato (anche se ormai è poco abbondante). Le zone migliori sono comunque la bassa collina (Serra, Olmetto, San Maurizio), le zone a castagno intorno a Madonna della Neve (versante sud-est), la zona di Pra d’ Mill, e le faggete soleggiate di Pravallino.

Il Porcino moro estivo è ormai quasi una chimera; sicuramente non cresce oltre gli 800/900 m. ma molto probabilmente non lo troverete neanche nelle zone più vocate, cioè sulle basse colline citate per l’estivo.

Il Porcino moro autunnale è localizzato soprattutto nella zona di Olmetto – Madonna della Neve nei castagni e primi faggi, verso il confine con Bibiana; sta diventando comunque più raro e chi non conosce con precisione i luoghi di crescita difficilmente potrà trovarlo.

Il Porcino autunnale è il più diffuso, soprattutto nelle faggete partendo da Pravallino (lato nord), verso Montoso, Casulè, Mugniva e fino a Pian Frollero; praticamente in tutta la fascia dai 900 ai 1500 m. Inoltre si può trovare nei castagni, ad esempio nella zona di Madonna della Neve.

I porcinelli sono localizzati teoricamente su tutto il territorio: basta che siano presenti betulle e pioppi tremuli; da segnalare anche in questo caso la zona di Madonna della Neve.

Il "berbesin" si trova quasi esclusivamente alla base dei vecchi castagni, o sulle ceppaie, nelle zone di Pra d’Mill, la Balmella e Madonna della Neve; come già detto la ricerca del "berbesin" è sicuramente difficile per i principianti.

IL MERCATO DEI FUNGHI A BAGNOLO

 

Mercato dei funghi sotto l’Ala, Ottobre 1999

Il mercato dei funghi a Bagnolo ha una tradizione secolare; già a inizio 1900 la vendita veniva effettuata sotto la vecchia Ala Comunale di Piazza San Pietro, tutti i pomeriggi dei periodi di crescita dei porcini, ed erano esposte notevoli quantità di funghi. Col passare degli anni, diminuita la disponibilità di funghi e di raccoglitori che intendano vendere la loro raccolta, questa tradizione è venuta meno; ormai è raro trovare chi venda porcini sotto la nuova magnifica Ala Comunale, ma in Settembre - Ottobre, soprattutto al Sabato pomeriggio può ancora capitare.

Mercato dei funghi sotto l’Ala, Ottobre 1999Bisogna dire anche che, ormai da almeno una decina di anni, sempre sotto l’Ala, a Bagnolo si svolge una manifestazione chiamata "Funghi e Frutta"(normalmente le prime domeniche di Ottobre): ebbene, in questa occasione i migliori "boljur" rispuntano come d’incanto con i loro cestini di porcini e il mercato risorge agli antichi fasti (vedi foto relativa all’anno 1999). Non che i porcini scelgano di spuntare in corrispondenza della manifestazione, ma evidentemente "la gloria" del "Premio al miglior cestino" e della considerazione del vasto pubblico presente alla manifestazione, sono molto più stimolanti del ricavo che si può ottenere dalla semplice vendita dei porcini stessi.

Aggiornamento luglio, 2015

AngoloBagnoloMunicipioChiesa.jpgCHIESA SAN PIETRO IN VINCOLI - GRANDE FOTOGRAFIA -.jpgCHIESA VILLAR BAGNOLO.jpgCampanileAlaPiazzaSanPietro.jpgCastello2.jpgChiesaMontoso.jpgChiesaMontoso1.jpgChiesaMontosoConNeve.jpgChiesaVillaretto.jpgDSCN0361.JPGDSC_0042.JPGMONASTERO DOMINUS TECUM.jpgMONUMENTO AI CADUTI.jpgMUNICIPIO - ENTRATA.jpgMUNICIPIO.jpgP.zza San Pietro.JPGPARROCCHIA SAN PIETRO IN VINCOLI 2 FOTO.jpgPARROCCHIA SAN PIETRO IN VINCOLI.jpgala-piazzasanpietro.jpgalberodipietra.jpgcampanile-3.jpgcampanile.jpgfoto1.jpgfoto2.jpgloc. Montoso - Monumento ai Caduti per la libertà.jpg

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